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Thursday, November 01, 2007

Cina, reporter picchiato dalla polizia

Reporters sans frontières si è dichiarata sconcertata per i maltrattamenti inflitti al giornalista Qi Chonghuai durante gli interrogatori ai quali è stato sottoposto in carcere, nella provincia dello Shandong (est del Paese). Il suo avvocato, Li Xiongbing, ha dichiarato che il giornalista è stato colpito in faccia più di venti volte dalla polizia. "Reporters sans frontières chiede oggi l'immediata liberazione di Qi Chonghuai e del suo amico e collega, il fotografo Ma Shiping, arrestatocon lui". "I poliziotti, che hanno colpito ripetutamente il giornalista in faccia gli hanno riferito che avrebbero continuato a pestarlo senza temere una punizione e che, in caso di 'incidente', avrebbero dichiarato che Chonghuai si era tolto la vita in carcere", ha precisato l'avvocato all'Agence France-Presse (AFP). Il giornalista è stato arrestato nel mese di giugno 2007 e poi accusato di "ricatto" nel mese di agosto, nella provincia dello Shandong, dopo aver denunciato la corruzione dilagante nel Partito comunista della città di Tengzhou (a ovest della provincia dello Shandong). "Le accuse rivolte a Qi Chonghai sono inaccettabili. Egli ha semplicemente fatto il suo lavoro e descritto alcuni episodi di corruzione locali," ha dichiarato Jiao Xia, sua moglie, all'AFP. Il periodo di detenzione dei due giornalisti, che non sono ancora comparsi davanti ad un giudice, ha ormai oltrepassato quello stabilito dalla legge del Paese.

Saturday, September 22, 2007

Giornalisti inglesi aggrediti a Pechino

Reporters sans frontières da duramente condannato il trattamento riservato a due giornalisti britannici Andrew Carter e Aidan Hartley e al loro stringer cinese Dean Peng, collaboratori del programma "Unreported World" del canale televisivo britannico Channel 4. Lo scorso 14 settembre, durante un sopralluogo in un quartiere di Pechino ovest per un reportage su alcuni firmatari di una petizione arrestati dalla polizia, i giornalisti sono stati aggrediti da alcuni impiegati di un centro di detenzione illegale. Alcuni funzionari della città di Nanyang hanno picchiato i reporter, cercato di sequestrare e rompere le loro telecamere. Quando la polizia è arrivata, gli aggressori hanno smesso di aggredire fisicamente i giornalisti ma questi ultimi sono stati immediatamente fermati dai poliziotti. Andrew Carter e Aidan Hartley sono stati interrogati per sei ore. Gli agenti dell'Ufficio della sicurezza pubblica hanno chiesto loro di firmare un documento con il quale avrebbero ammesso di aver violato la legge cinese. Davanti al loro rifiuto, gli agenti hanno cercato di intimidirli e hanno rifiutato loro cibo e acqua. Lo stringer è stato fermato per un totale di 16 ore. Secondo quanto Dean Peng ha riferito, la polizia voleva costringerlo a smettere di lavorare con i giornalisti stranieri. Questo nuovo caso sottolinea il non-rispetto da parte delle autorità cinesi della normativa che dovrebbe regolare l'attività di tutti i giornalisti stranieri in Cina, adottata nel mese di gennaio 2007.

Cina, liberati dopo anni di prigione

Zhao Yan, collaboratore cinese del quotidiano americano New York Times è stato liberato. La sorella del giornalista ha confermato che il reporter è uscito dal carcere della capitale cinese dove era detenuto, la mattina del 15 settembre. Bill Keller, direttore del New York Times, ha espresso la sua gioia per la liberazione di Zhao Yan in un comunicato. «Abbiamo sempre sostenuto che Zhao Yan fosse un giornalista rispettabile e un vero professionista, il cui unico reato sembra essere stato quello di aver fatto il suo mestiere. Ora speriamo che Zhao Yan, dopo aver scontato la sua condanna, possa riprendere il suo lavoro senza restrizioni di alcun tipo». Il 13 settembre, anche il giornalista e cyberdissidente Li Yuanlong era stato liberato. Arrestato il 25 settembre 2005 nella provincia di Guizhou (Sud), il giornalista era poi stato condannato a due anni di detenzione con l'accusa di "sovversione". Secondo quanto ha riferito il sito Boxun, la sera del 13 settembre 2007, le guardie del carcere hanno chiesto a Li Yuanlong di prendere i suoi effetti personali. Dopo numerosi controlli, alcuni poliziotti hanno riportato il giornalista a casa durante la notte. La famiglia di Li Yuanlong lo ha accolto con sorpresa perché le autorità avevano rifiutato fino ad allora di confermare la data esatta della liberazione del prigioniero. Numerosi difensori dei diritti umani si sono recati nella sua abitazione, il giorno dopo la liberazione, per salutarlo e verificare le sue condizioni fisiche. Giornalista del quotidiano locale 'Bijie Ribao', Li Yuanlong scriveva con lo pseudonimo di Ye Lang ("il lupo della notte") e spesso evocava la problematica della povertà che colpisce le zone rurali della Cina. Aveva inoltre scritto alcuni saggi pro-americani pubblicati da siti Internet basati all'estero.

Monday, September 17, 2007

Cina, vietate poesie su Tienanmen

La raccolta di poemi sugli avvenimenti del giugno 1989, "Liusi Shiji" ("Raccolta sul 4 giugno"), è stata inscritta nella lista delle opere proibite. Jiang Pinchao, coordinatore della raccolta, contattato da Radio Free Asia, ha dichiarato: "Non siamo minimamente sorpresi da questa censura. Le autorità non vogliono alcun turbamento pubblico in occasione della apertura del loro Congresso che avverrà il 15 settembre". Il libro è stato proibito fino alla fine dell'anno. In caso di non adempimento alla proibizione la raccolta verrebbe confiscata in tutte le librerie.