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Sunday, December 09, 2007

Agguato a un giornalista turco


Mi piange il cuore quando vedo che, negli sforzi di spiegare la Turchia, la sua storia e la sua società, si mettono in risalto solo cose negative. Adesso ne spunta fuori un'altra, sempre ad opera di quei cretini dei nazionalisti che odiano le minoranze che da secoli convivono (malgrado tante vicende) fianco a fianco in Anatolia. Ora tocca ai "rum", da non confondere coi "rom". I rum sono gli abitanti della "rumelia", ovvero la parte della Turchia nel continente europeo, ma con questa parola si designano i greci di Turchia, in qualche maniera i discendenti dei Bizantini, quelli sopravvissuti ai progrom e rimasti malgrado le migrazioni forzate e gli scambi di popolazione. Cos'è successo? Andreas Rombopulos, direttore di un quotidiano "rum" di Istanbul è stato vittima di un agguato e picchiato. Un braccio e qualche dita rotte. Diciamo anche che è stato fortunato e che magari ci scappava un altro giornalista ucciso a fine anno, giornalista rappresentante di una minoranza, sottolineamolo. E arriva proprio ora che Grecia e Turchia stanno serrando nuovi legami avvicinandosi. Cosa aspetta la società civile a mobilitarsi? Un'altra vittima?Andrea G.

Saturday, September 22, 2007

La Turchia blocca Youtube

Reporters sans frontières ha denunciato la decisione di un tribunale turco di bloccare l'accesso al sito di videosharing YouTube, lo scorso 18 settembre 2007. "Decidere di bloccare tutto il sito solo a causa di qualche video è certamente una misura sproporzionata. Chiediamo alle autorità di revocare questa decisione," ha dichiarato l'organizzazione. L'oscuramento di YouTube è stato deciso dopo l'inserimento on-line di alcuni filmati considerati insultanti nei confronti del fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, il presidente Abdullah Gül, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan e l'esercito. Sarebbe stato un abitante della città di Sivas a lamentarsi del contenuto dei filmati. Secondo quanto è stato riferito dall' Agenzia di stampa nazionale, Anatolia, il Consiglio turco delle Telecomunicazioni è stato incaricato dalla corte di proibire progressivamente l'accesso al sito. I responsabili di YouTube hanno affermato in un comunicato, poi diffuso da Anatolia, di essere pronti a cooperare con le autorità per risolvere rapidamente la questione. A marzo, il sito YouTube era già stato bloccato da un tribunale turco. L'accesso era stato ristabilito dopo che i filmati considerati oltraggiosi dalle autorità erano stati eliminati.