Wednesday, November 21, 2007
Troppo bravo? Allora è terrorista
Saturday, September 22, 2007
Fu licenziato per colpa di Bush
L'anchorman autore dello scoop (poi smentito) sui guai di Bush durante il servizio militare, fa causa alla Cbs che lo ha licenziato.«Hanno deciso di sacrificare il giornalismo indipendente a favore di guadagni finanziari» ha detto Rather. La sua rimozione avvenne nel marzo del 2005, mentre la storia dello scoop «azzoppato» è del settembre dell'anno precedente. Dalla diffusione delle notizie sulle presunte mancanze del giovane Bush (e delle relative smentite) fino al momento dell'allontanamento effettivo, Rather subì alcuni declassamenti, prima con la riduzione del programma "60 minutes" e poi con la sua sostituzione alla conduzione delle "Evening News". Corriere.it
Monday, September 17, 2007
Contro Guantanamo
A Guantanamo, in fin di vita
Wednesday, June 13, 2007
Da sei anni a Guantanamo

Il cameraman sudanese di Al-Jazira, Sami Al-Haj, è entrato oggi nel sesto anno di detenzione nella base militare americana di Guantanamo, senza capi di accusa e senza essere stato processato. Reporters sans frontières, che ha incontrato la famiglia del giornalista in Sudan, lo scorso 19 marzo, sottolinea nuovamente che questa detenzione è incostituzionale e contraria al diritto internazionale. L’organizzazione auspica la chiusura della base di Guantanamo, uno dei peggiori scandali giuridici ed umanitari degli ultimi anni. "Come osa il governo degli Stati Uniti dare lezioni in materia di diritti umani quando i suoi stessi rappresentanti non li rispettano? A due riprese, la Corte suprema ha definito “incostituzionale” la detenzione dei presunti “nemici combattenti” a Guantanamo. Lo scorso 7 giugno, il Comitato giudiziario del Senato americano si è pronunciato in favore del ripristino del diritto all'Habeas Corpus, da applicare a questi prigionieri: questo comporterebbe la loro comparizione davanti a delle giurisdizioni civili e non militari. Infine, lo scorso 11 giugno, una corte di appello federale, mentre esaminava il caso di un individuo detenuto nella Carolina del Sud, ha ricordato che il Presidente non ha il potere di esigere dall’esercito l’arresto e la detenzione indefinita dei prigionieri. I testi e la giurisprudenza impongono oggi la liberazione di Sami Al-Haj", ha dichiarato Reporters sans frontières. Assistente cameraman dell’emittente satellitare araba Al-Jazira, padre di un bambino, Sami Al-Haj è stato arrestato nel dicembre 2001 alla frontiera tra l'Afghanistan e il Pakistan dalle forze di sicurezza pachistane. Accusato senza prove di essere affiliato ad Al-Qaïda, il giornalista è stato consegnato, il 7 giugno 2002, all’esercito americano che, il 13 giugno dello stesso anno, l’ha trasferito a Guantanamo. Nessun capo di accusa è stato formulato nei sui confronti dal giorno del suo arresto. Secondo quanto ci riferisce il suo avvocato, Clive Stafford-Smith - che in passato è stato minacciato dalle autorità della base militare -, il giornalista ha cercato di far valere i suoi diritti e ha iniziato uno sciopero della fame nel mese di gennaio 2007 ( comunicato del 6 marzo 2007) ma è stato costretto ad interromperlo, obbligato a mangiare dalle sue guardie carcerarie.
Sunday, April 15, 2007
In carcere da un anno
In una lettera indirizzata a Robert Gates, segretario Usa alla Difesa, l’organizzazione Reporters sans frontières ha denunciato il mantenimento in stato di detenzione del fotografo Bilal Hussein, 35 anni, che lavorava per l’agenzia di stampa Associated Press, incarcerato da più di un anno nel carcere di Camp Crooper (vicino alla capitale). “Molti giornalisti - si legge nella denuncia - sono stati arrestati dall’inizio della guerra in Iraq dalle forze di occupazione. Quasi tutti sono stati detenuti per parecchi mesi prima di essere rilasciati senza che le accuse fossero mai provate. Niente oggi può giustificare la detenzione di Bilal Hussein, che secondo il suo avvocato non è stato più interrogato dal maggio 2006. Il giornalista, accusato di aver avuto rapporti con gli insorti che lo avrebbero autorizzato a scattare fotografie sulla ribellione irachena, è stato definito dal giudice che lo ha inquisito “una minaccia assoluta per la sicurezza”. Nessuna altra prova è mai stata fornita per giustificare la sua colpevolezza”. Isf
